Chi misura e dà valore all’esistenza
seguendo la verità, attento sta
a tutto ciò che
matura
e poi si corrompe.
Somma di perfezioni
e disperazioni,
l’orbe disteso gira e contiene
vita e morte in ugual misura.
Supremo testimone il poeta
di gioia e di dolore coronato.
Il suo occhio veglia sui limiti
vuoti
del cielo e della terra,
sul ciclico e funesto
declinare della Storia,
delle lunghe e ricolme stagioni.
Ogni cosa perdura nella vita ed è eterna
per l’uomo che non interpreta e non canta.
Ma per colui che ha sognato intensamente
arde il mondo e si esaurisce.
Sente la linfa e sente la cenere
colui che si azzarda a parlare col Mistero.
Nere fiamme fuggono dal cerchio delle labbra.
E sono le labbra urne nella notte.
Antonio Colinas, Jardín de Orfeo, 1988, traduzione di Renato
Bruno
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