mercoledì 4 aprile 2012

Il poeta


Chi misura e dà valore all’esistenza
seguendo la verità, attento sta
a  tutto ciò che matura
e poi si corrompe.
Somma di perfezioni
e disperazioni,
l’orbe disteso gira e contiene
vita e morte in ugual misura.

Supremo testimone il poeta
di gioia e di dolore coronato.
Il suo occhio veglia sui limiti
vuoti
del  cielo e della terra,
sul ciclico e funesto
declinare della Storia,
delle lunghe e ricolme stagioni.

Ogni cosa perdura nella vita ed è eterna
per l’uomo che non interpreta e non canta.
Ma per colui che ha sognato intensamente
arde il mondo e si esaurisce.
Sente la linfa e sente la cenere
colui che si azzarda a parlare col Mistero.
Nere fiamme fuggono dal cerchio delle labbra.
E sono le labbra urne nella notte.


Antonio Colinas, Jardín de Orfeo, 1988, traduzione di Renato Bruno

Ma (Aber)



La prima volta mi sono innamorato
dello splendore dei tuoi occhi
del tuo riso
della tua gioia di vivere

Adesso amo anche il tuo pianto
e la tua paura di vivere
e il timore di non farcela
nei tuoi occhi

Ma contro la paura
ti aiuterò
perché la mia gioia di vivere
è ancora lo splendore dei tuoi occhi

(Erich Fried, È quel che è, 1983,  traduzione di Andrea Casalegno)